Io speriamo che me la cavo!

“Aiutiamo i rifugiati a studiare per la patente”. Mi piace! Però nel messaggio di descrizione del progetto, non c’era quella frase tranquillizzante del tipo “anche se sai distinguere a mala pena uno stop”, ma solo una domanda: hai la patente? La mia risposta, SI… ma avrei voluto aggiungere “anche se non guido spesso”, “gli incroci non erano il mio forte nei test”, “per non parlare del motore!” ecc. ecc.  e altri mille dubbi! Ma questa volta… mi sono iscritta! (‘Na matta!) Ora sono qui, stracontenta di averlo fatto (e aver fatto pace cor cervello) e vi dico, se avete le…

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Baobab, dove l’accoglienza è di casa

Ci sono persone che affidano al mare la propria vita. Migranti che anche di fronte ad un mare in tempesta, non esitano a salire su quei barconi traballanti, condotti da squali, in un mare di morte. Li ho immaginati chiudere gli occhi disperati e gettarsi in acqua, come una bottiglia lanciata lontano affidata alle onde; nella speranza di poter toccare terra, nella speranza che qualcuno possa leggerne il contenuto, il messaggio, la richiesta di aiuto. Aiuto. Help! Più guardavo quelle immagini e non so, nel mio piccolo dovevo pur fare qualcosa anch’io! Ma cosa? La risposta è stata “Baobab”. Da…

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I viaggi di Erodoto con RomAltruista

La migrazione, ossia la mobilità umana, esiste da quando l’uomo è presente sulla Terra. Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo migrato anche solo per andare in vacanza alla ricerca del mare e del sole. Anch’io ho una storia di migrazione alle spalle e so per esperienza quanto sia importante conoscere un buon mezzo di comunicazione, la lingua, fondamentale per la sopravvivenza. Per questo motivo ho deciso di partecipare al laboratorio di inglese per giovani afghani richiedenti asilo in Europa. Si tratta quindi di assistere il personale dell’associazione “Binario15” nel programma di insegnamento della lingua inglese basico. E per basico non intendo dire l’aspetto grammaticale ma le frasi e/o modi…

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Una domenica di accoglienza

Mi si è liberata la domenica e finalmente ho potuto iscrivermi al progetto di volontariato presso il centro Baobab. C’è gente che parte per vedere l’ Africa, ma entrare a via Cupa è stato come andarci, incontrare gente dall’Eritrea, donne  e uomini, per lo più ragazzi, bambini. Tutti insieme. Chi in disparte, chi invece gioca a pallone, a biliardino, chiacchiera. Occhi neri profondi in cui incontrarsi semplicemente perché siamo umani.  Vado in cucina a mettermi all’opera: una donna energica, resa determinata dall’esigenza del grande lavoro da fare mi spedisce al reparto vestiti. Inizio il mio lavoro accoppiando scarpe, riordinando magliette.…

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