Due ore di magia alla Casa di Pulcinella

La porta della Casa di Pulcinella, deve avere un qualche potere magico: ogni volta che la varco, lo stress e i piccoli problemi spariscono. Saranno i sorrisi dei nostri amici disabili, sempre pronti ad accoglierti con un abbraccio, un bacio o un sorriso. Sarà il fantastico gruppo di volontari, che si vede benissimo che si divertono più di tutti. Insomma, mi immergo per un paio d’ore in un mondo magico fatto di sorrisi e persone fantastiche.

Ma cosa si fa di preciso al laboratorio d’arte della casa di Pulcinella, il Giovedì pomeriggio? La prima ora, si lavora! Aiutati dai volontari, i nostri artisti esprimono loro stessi attraverso il colore, utilizzano materiali nuovi e creano dei piccoli capolavori. Tra una pennellata e l’altra si ride e si scherza, e ci scappa anche un bacio sulla guancia o un abbraccio. Ormai il laboratorio della casa di Pulcinella può vantare una collezione di tutto rispetto, tra quadri, collage, portacandele, agendine e lavoretti di Natale.
Dopo circa un’ora di duro lavoro, ci si sposta nella stanza vicino e ci uniamo ai ragazzi della scuola del pomeriggio (ognuno di loro si esercita nella lettura o nella matematica, oppure impara la storia o la geografia).
Si fa merenda tutti insieme e si gioca rigorosamente maschi contro femmine, in una lotta ormai storica della casa di Pulcinella (le femmine sono attualmente in vantaggio, ma i maschi recuperano rapidamente terreno). Infine, arriva il momento della musica: accompagnati da una chitarra si accenna qualche passo di danza e si canta insieme: la seconda ora vola via veloce come la prima, ed in un batter d’occhio è ora di tornare a casa.

L’esperienza però, fidatevi, non finisce quando si varca la porta per uscire. Una volta a casa, si ripensa ai sorrisi e alle risate degli amici del laboratorio d’arte, ai volti gioiosi dei ragazzi mentre ti concedono un ballo o all’entusiasmo con cui affrontano i giochi e realizzi che la Casa di Pulcinella è davvero un posto magico: vai per donare un paio d’ore del tuo tempo e torni a casa più ricco di prima. Se non è magia questa, che cos’è?

 
Ambra Abdullahi, studentessa di dottorato in Ingegneria Informatica, incomincia a fare volontariato occasionale nel 2015 e da allora non ha più smesso. Grazie a Romaltruista conosce la casa di Pulcinella, dove attualmente svolge attività di volontariato presso un laboratorio d’arte con ragazzi disabili.

2 commenti

  1. Quando ho fatto la mia prima esperienza di volontariato, per l’appunto alla casa di pulcinella, avevo una certa idea del volontariato, in cosa consistesse pensavo di saperlo per “sentito dire”: tu dedichi il tuo tempo e aiuti chi ha più bisogno.
    A distanza di poco tempo mi ritrovo a dover ribaltare questa convinzione. Si, sicuramente all’atto pratico il volontariato, specie con le disabilità, è questo. Ma quello che ho scoperto è che paradossalmente mi sono ritrovata ad avere più bisogno io di quelle poche ore che si passano in compagnia. Una volta iniziato non puoi più farne a meno; per questo motivo mi ritrovo a voler sinceramente ringraziare tutte le persone che fanno parte di questo progetto, tanto i volontari quanto, soprattutto (non me ne vogliano i primi) i ragazzi del corso di arte e della scuola.
    Il più bel regalo che ho ricevuto nella mia ancora breve permanenza a Roma.

  2. Certo sentire queste belle considerazioni sulla Casa di Pulcinella Claudio De Santis, riscalda il cuore ed infonde grande entusiasmo. Io sono Maurizio, uno dei “vecchi” volontari che tanti anni fa ha scoperto, come Ambra e Noemi, che il senso della vita passa attraverso un sorriso che qualcuno ti dona dalla sua umanità più schietta, cristallina ed incondizionata: i nostri ragazzi disabili! Si tratta di un’esperienza indescrivibile a parole, occorre viverla con il cuore e con la bellezza che viene da qualcuno che pur senza pronunciare una parola, ti guarda e ti sussurra nell’anima: ti voglio bene!
    Grazie, ad Ambra e a Noemi per esser divenute parte di un sogno di profonda umanità dove non esistono limiti vani, ma ampie possibilità di godere di quegli spazi che la vita sa regalare a chi li cerca senza aspettarsi nulla; a chi desidera dare un contenuto al proprio pensiero; a chi crede che la vita non ci aspetta dietro l’angolo di una mera soddisfazione, ma che cammina attimo dopo attimo sulle nostre gambe, sulle nostre convinzioni e sulla nostra voglia di donare noi stessi che si trasforma invece in una ricchezza immensa che ti sommerge inaspettatamente e che ti fa capire che il senso vero della vita si misura con l’amore che si sprigiona da una relazione fortemente e spontaneamente umana dove si supera il limite dell’abilita’ e dell’utilità per scoprire nel mistero che ci circonda la bellezza delle potenzialità di ciascun essere umano dove non esiste più differenza fra abile e disabile, ma esiste un solo grande mistero di vita: l’incontro.

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