I ragazzi di via Curtatone

stefano tonaliAlle volte, della nostra vita, conosciamo il cammino, non la direzione. Quello stesso cammino che si percorre quando si decide di passare il confine che separa l’indifferenza dalla presa di coscienza di qualcosa, lo stare fermi dall’azione, l’ignorare dal voler conoscere.

Il mio incontro con i ragazzi eritrei di Via Curtatone è stato casuale, un po’ come tutte le cose belle che accadono nella vita.Tempo fa avevo letto un articolo che parlava di un sito, o meglio, di un progetto. Quel progetto si chiamava e si chiama Romaltruista, tutto sommato un gran bel nome per lo scopo che si propone, perché in due parole spiega tutto.

Così, una mattina, quasi senza pensarci, ho voluto capire bene di cosa si trattava, incuriosito da quel concetto di volontariato che si basa sul mettere a disposizione il proprio tempo quando si può, convinto che di tempo e possibilità, pur in una realtà caotica e dispersiva come Roma, ne disponiamo a sufficienza, a dispetto di ciò che molta gente possa pensare. Che poi, a rifletterci su, è un po’ come la storia di chi ti dice che non ha tempo per leggere un libro ma poi, subito dopo, può parlarti di serie tv e programmi televisivi che di interessante e di educativo hanno ben poco. Insomma, credo che di tempo, nelle nostre giornate, ce ne sia abbastanza, basta solo saperlo distribuire bene.

Perché abbia deciso di confrontarmi con un compito tanto arduo come l’insegnamento dell’italiano a ragazzi stranieri… onestamente non lo so. Ma si sa, le cose fatte sull’onda dell’entusiasmo sono quelle più stimolanti.

Quello che non potevo sapere, in quel momento, era che dall’incontro con la comunità eritrea di Via Curtatone e da tutte le volontarie e i volontari che frequentano il centro sarei stato io quello ad uscirne più ricco, quello che avrebbe ricevuto di più. Può sembrare una frase fatta, uno di quegli stereotipi sul volontariato che si usano per lanciare slogan ma, in definitiva, è proprio così. E’ un arricchimento reciproco, perché ognuno porta qualcosa di suo e se io so fare qualcosa che Mehari o Ermias ancora non sanno fare, io alle volte non riesco a sorridere come fanno loro e vorrei proprio imparare come si fa. So che ci riuscirò, con il loro aiuto, così come loro, con il mio, potranno ottenere qualche risultato.

Le lezioni di italiano, le esistenze dei ragazzi eritrei e le loro situazioni di rifugiati politici sono una delle tante storie alle quali ci si può avvicinare entrando in contatto con RomAltruista. In definitiva, è confortante sapere che c’è qualcuno che lavora per questo, che si adopera per la riuscita di un progetto.

Forse è ognuno di noi a rendere le cose grandi, a fare di un progetto qualcosa di unico e speciale. Forse c’è spazio per tutto e per tutti, a questo mondo. Forse ci sono tante cose che ancora non conosciamo… per questo è importante provarci, per questo è importante mettersi anche un po’ in gioco, per capire fin dove possiamo arrivare. Una volta qualcuno ha detto che la vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti. E allora l’importante è proprio fare progetti, per sé stessi e per gli altri. Uscire, confrontarsi, scrivere un’esistenza un po’ diversa… almeno provarci. ”

Stefano Tonali, 40 anni, anzi, tra poco 41 e, come molti, penso di avere tante passioni nella vita, tanti interessi e tante cose da fare, anche se – sapete che vi dico –  alcune è meglio che le faccia il più presto possibile, perché, a pensarci bene, il tempo corre veloce.Da più di 9 anni lavoro come addetto stampa presso il Comitato Italiano Paralimpico. Mi occupo di comunicazione, in sostanza, e la sostanza è che mi piace molto quello che faccio, mi piace il mio lavoro e mi sento un privilegiato per questo.Per Romaltruista sto frequentando la comunità di rifugiati politici eritrei. E’ stato un gran bell’incontro, uno di quelli che ti cambiano dal profondo, uno di quelli che ti cambiano un po’ la vita. Anche perché, alla fin fine, ritengo che ognuno di noi abbia bisogno di far qualcosa, ogni giorno, a tutti i livelli, secondo le proprie possibilità. E poi, là fuori, ci sono tante persone che hanno bisogno di tutto, anche di gesti apparentemente semplici. Quindi, meglio iniziare subito e darsi un po’ da fare!!!

 

 

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *