Il mio incontro con Romaltruista

Mi chiamo Federica, ho 39 anni, sono una ex studentessa fuori sede poi lavoratrice fuori sede, poi donna fuori sede decisa a mettere radici.

Ho alle spalle, come tutti, mesi molto complessi, difficili e pesanti.

Instabilità lavorativa, azzeramento della propria identità, paura, frustrazione, rabbia, incredulità.

Eppure navigando a vista dentro tutte queste emozioni mi sono riscoperta, e forse veramente vista per la prima volta.

Uno degli effetti di questa riscoperta è stato il sentire un bisogno, il bisogno del contatto con l’invisibile.  

Comunicare a qualcuno che non sa chi sono, che ci sono.

Sentirmi parte di una forza più grande e potente di me, che con azioni concrete e di cuore si mette al servizio degli altri, senza nulla a pretendere, senza aspettativa alcuna.

Rimanendo nell’ombra.

Ero sul divano, a far finta di guardare la tv col cellulare in mano e senza pensarci, mi sono trovata a digitare su google volontariato Roma ed ecco apparire il sito di RomAltruista.

Ho iniziato a scorrere fra le iniziative da fare, ed ho deciso di iniziare con un gesto che fosse in linea con i miei timori forse.  

Così ho scelto di fare il pacco regalo di Natale.

Per poi scoprire essere il più bel regalo che io mi potessi fare.

Ho dedicato molta attenzione alle indicazioni ricevute, e sono stata altrettanto precisa.

Mi sono premurata di specificare che fosse per una ragazza o una giovane donna, forse perché ho immaginato d’esser io quella persona.

Come mi sarei sentita nell’aprire un regalo a sorpresa?

Ho cercato di risvegliare la curiosità della mia parte bambina, di trasmettere calore con una sciarpa profumata e piegata con attenzione.

Scegliere un racconto che non annoiasse, ma che aiutasse ad evadere per un po’. 

Ho preso una mascherina e l’ho messa in una bustina trasparente con su la stampa di una faccia che sorride.

Sono poi uscita per andare a comprare qualcosa di dolce.

Ho indugiato parecchio davanti ai dolciumi, arrabbiandomi per la mia insicurezza cronica nello scegliere una semplice tavoletta di cioccolato.

Ed alla fine ho deciso di prenderne due uguali, una l’avrei assaggiata io per decidere se andava bene.

Perché alla base di tutto, la domanda che continuavo a farmi era “a me cosa piacerebbe ricevere “?

Avevo tutto, quindi sono passata al packaging.

Ho scelto uno spago color corda, ci ho attaccato un piccolo angioletto bianco di legno ed un campanellino colorato. Ho chiuso il tutto e l’ho guardato per un po’, fin quando non mi ha convinto.

Quando sono stata finalmente soddisfatta mi sono concentrata sull’ aspetto più difficile: il biglietto di auguri.

Cosa si scrive a chi non si conosce?

Come si arriva a chi non sai neppure che faccia abbia, che gusti abbia, ma soprattutto di cui non conosci la storia?

La risposta è stata ancora una volta una domanda.

Io cosa vorrei leggere in un biglietto di auguri?

E così ho fatto, ho scritto a me stessa, mi sono data forza, coraggio e tepore.

Ammetto di essermi commossa e di aver cercato consolazione in quel pezzetto di cioccolato ben scelto. Ha funzionato devo dire.

Il giorno dopo, ho preso appuntamento per la consegna dei pacchi nel punto di raccolta, mi sono fatta il tragitto di 40 minuti a piedi, in compagnia del suono che i pacchi facevano ad ogni passo.

Una inconsueta melodia accompagnava una sensazione mai provata in vita mia.

Qualcosa che ancora oggi faccio fatica a spiegare, a definire ma che continuo a sentire con me.

Ho atteso fuori dalla porta l’ora x, ho visto altri pacchi come i miei, in attesa di un destinatario e ne sono stata felice.

Questo piccolo passo, ne ha scaturito uno nuovo, il desiderio di altro.

Ecco perché ho scelto di condividere ed offrire il tempo di un buon giorno ed una colazione calda in piazza con altri volontari.

Ecco perché ho deciso di dare spazio alle parole per raccontare la semplicità di un piccolo gesto a chi è pronto ad accogliere.

Credo nel potere della condivisione, nella potenza della gentilezza e nel principio della generosità d’animo.

Credo nelle proprietà benefiche dei sorrisi contagiosi.

In particolare di quelli che con l’arrivo della mascherina ci siamo allenati a riconoscere, quelli che partono dagli occhi e ti colpiscono come il miglior arco attraverso la sua freccia.

Ecco questo è quello che spero di trasmettere e perché no, di ricevere nelle giornate con RomAltruista.

Federica Sorrentino

Mi chiamo Federica, ho 39 anni, mi definisco romana di adozione, visto che sono trascorsi ben 17 anni da quando ho messo il primo piede nella Capitale. Ho deciso di concludere l’anno appena trascorso avvicinandomi ad un mondo tutto nuovo per me, quello di RomAltruista e proverò a condividere con voi i pensieri che hanno accompagnato i miei primi passi qui. Grazie per questa opportunità di crescita. 

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Un pensiero riguardo “Il mio incontro con Romaltruista

  • 18 Gennaio 2022 in 08:10
    Permalink

    Mi piacerebbe conoscere Federica e vedere se mi fa ritornare la voglia di aiutare gli altri!!! Perché sinceramente mi è scomparsa del tutto!!! Il mio cellulare è 3385049720. Fatemi chiamare da lei perché mi piacerebbe incontrarla e parlarle prima di riaiutare qualcuno!!!

    Risposta

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