Camminare insieme per andare ogni giorno più lontano

La mia esperienza nel volontariato è iniziata proprio tra le pagine di un blog. Sentivo l’esigenza di raccontarmi, di condividere una storia che non aveva a che fare col volontariato, ma con un’esperienza personale. Avevo voglia di raccontare di me e della mia patologia e allo stesso tempo di ritrovarmi nei racconti di altri giovani che come me avevano raccontato la loro storia.

All’epoca non sapevo che quello sarebbe stato l’inizio di un percorso in cui col tempo ho imparato che dare è di gran lunga meglio che ricevere.

Ho iniziato a scrivere in maniera sempre più assidua sulle pagine di giovanioltrelasm.it (spazio di informazione e confronto per giovani con Sclerosi Multipla), per mettere a disposizione le mie esperienze, sperando che potessero essere di supporto ai giovani così come lo erano stato in passato per me, ma col tempo ho capito di voler fare di più.

È così che grazie ad AISM ho iniziato ad occuparmi anche di volontariato a livello locale, partecipando alle iniziative di raccolta fondi in piazza e organizzando insieme ad altri giovani volontari eventi di informazione, confronto, ma anche svago per persone con Sclerosi Multipla e caregiver.

Ho iniziato a donare un po’ del mio tempo, ricevendo in cambio sorrisi, confronti, abbracci o semplici “grazie” che mi hanno arricchita e che mi arricchiscono tutt’ora, imparando che i traguardi si raggiungono insieme e che insieme si può scalare anche la montagna che se vista da soli sembra insormontabile.

Cosa mi piace di più del volontariato in AISM?  Sapere che quel che faccio rappresenta un sostegno concreto per le persone con Sclerosi Multipla, dall’organizzazione di un convegno in cui si parla di patologia, alla raccolta fondi.

Forse la “prima volta” più bella come volontaria è stata proprio quella della raccolta fondi. Una giornata in piazza a sostegno della ricerca scientifica. Arrivata la sera ero estremamente stanca, ma la soddisfazione,  la gioia lasciate da quella prima esperienza sovrastavano la spossatezza fisica. Avevo appena dato un piccolo contributo insieme ad altre centinaia di volontari impegnati in tutta Italia e uniti da una causa comune.

In quel momento mi sono sentita parte di una grande famiglia presente in tutta Italia che cammina insieme per andare ogni giorno più lontano.

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