Un Ferragosto alternativo

Roma ad agosto è vuota, il giorno di ferragosto si prospettava deserta. Per la prima volta mi ritrovavo a passare il 15 agosto da sola, senza impegni, senza amici, in una città enorme, che è la mia città da sei anni,  ma con la quale non ho ancora fatto amicizia. Rapita dalla noia mi sono detta che una buona alternativa al fare niente a casa sarebbe stata fare qualcosa per qualcuno e così ho cercato su google “volontariato Roma agosto” e ho scoperto il sito di Romaltruista, finalmente qualcuno che non richiedesse un impegno fisso, non sempre possibile, ma mettesse a disposizione un calendario con le attività organizzate per ogni singolo giorno dell’anno, in fasce orario diverse, da scegliere a seconda della propria disponibilità. Ed è stato così che ho aderito al progetto “Ronda caffellatte e dei dolci” a piazza Mastai, qualcosa di soft trattandosi del mio primo tentativo di volontariato.

Metto la sveglia in tempo per prendere il trenino che mi porterà a Trastevere. Ho portato con me due bottiglie di latte fresco, vista la temperatura e non sapendo che altri generi alimentari sarebbero stati necessari. Arrivo al luogo dell’incontro e conosco persone fantastiche. Domenico il capo progetto è una persona eccezionale e insieme a lui conosco anche Maria Luisa una signora di una certa età con l’energia di una ragazzina, Katia, Nicola, Giulia e Francesca, alla sua prima esperienza come me. Non c’è tempo per sentirsi in imbarazzo, ci si organizza subito. Il mio primo compito è quello di preparare le fette di pane e nutella mentre Katia taglia la torta fatta da lei. Ci si da tutti da fare. Domenico gestisce la fila di persone e fa che sì che tutti siano serviti. Caffè, caffellatte, succhi di frutta, the freddo. Mani porgono il tovagliolino con il pane e marmellata e biscotti, e mani lo prendono, tra un sorriso e una battuta. Ci sono persone che aspettano questo appuntamento del martedì e del giovedì, che conoscono i volontari e scambiano due chiacchiere. Ci sono i silenziosi che ti indicano quello che vorrebbero, e non dicono nemmeno grazie, ma chi è qui, dall’altra parte del tavolo a servire, non lo fa per sentirsi ringraziare, perché vedere negli occhi la gratitudine ripaga di qualsiasi cosa.

Mi colpisce più di tutti un uomo che avrà la mia età, straniero, Maria Luisa dice sia olandese, alto, jeans e giacca grigia, lisa e sporca, ma nel suo viso una dignità che non si può descrivere a parole. Passa più volte, per la pizza, per il caffè, per il succo, per il pane con la nutella e sorride sempre. E’ un uomo che dopo una doccia e con abiti puliti, non ti stupiresti di vedere in tv, in qualche telefilm americano. Chissà perché è qui. Io e Francesca ci chiediamo quali storie abbiano alle spalle questi uomini e queste donne. Maria Luisa racconta di un signore egiziano, un medico fuggito dal suo paese, perché colpevole di aver ucciso l’uomo che aveva violentato sua  figlia.

Il tempo vola, si sono fatte le 10 e si rimette tutto a posto. Ci si saluta, con la promessa di rivedersi ancora. Parole, mani, sorrisi, profumo di caffè e una forte sensazione di euforia. Questo è ciò che mi ha lasciato questa esperienza, un’esperienza che consiglio di fare a tutti, per aiutare le persone invisibili, per diventare persone migliori.

Mi chiamo Lara Moccia(ma non sono una parente di Federico), sono torinese di nascita ma vivo a Roma da sei anni. Le mie passioni sono la scrittura e la musica. Amo il mio cane, i temporali e gli arcobaleni. Mi considero una persona positiva e quando non tutto va come vorrei e mi sento giù, penso al mio motto: “alcune cose non ti vengono negate ma risparmiate”, respiro profondamente e guardo al futuro.

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2 pensieri riguardo “Un Ferragosto alternativo

  • 23 Agosto 2013 in 08:36
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    Bellissimo racconto, mi sono venuti i brividi! Mi piacerebbe tanto poter partecipare ma qui a Cagliari non ho trovato nulla di simile come Romaltruista 🙁

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  • 28 Agosto 2013 in 10:40
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    Davvero un un bel racconto, a tratti poetico, e nobile il gesto di aiutare il prossimo in un giorno in cui chi è solo, lo è ancora di più.

    Risposta

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