Un sorriso, una mano, una speranza

L’ 11 Aprile 2012 ho partecipato per la prima volta ad un progetto di volontariato il cui nome è “Zuppa per tutti alla stazione Tiburtina”. Ho sempre desiderato poter dedicare un pò del mio tempo a queste iniziative, perchè credo profondamente che nella vita non ci sia soddisfazione più grande se non quella di poter dare una mano a chi è meno fortunato di noi.

Quella sera mi sono recata alla Parrochia San Romano di Largo Beltramelli, dove ho avuto il piacere di conoscere il parroco Don Marco e un gruppo di volontari che subito hanno dimostrato  tanta semplicità, tanta positività e tanta passione in quello che fanno. Tutti insieme dopo aver caricato il furgone con delle semplici e genuine pietanze , siamo partiti in direzione stazione Tiburtina dove al nostro arrivo abbiamo trovato moltissime persone di diverse nazionalitàcon varie problematiche,  accumunate  però da un unica brutta realtà: la povertà.

Il mio compito era quello di distribuire le bevande calde dai termos (tè, caffè latte). Nella nostra quotidianità versare  in una tazza del caffè o del tè,  ci appare come un’azione semplice a cui non diamo importanza, ma nel momento in cui quella stessa bevanda la mettiamo nelle mani misere  e fredde di un senza tetto,  il gesto assume un significato di enorme profondità. Quando sei lì circondato da tutte quelle persone ti senti parte di loro, dimentichi chi sei, ma non quello che stai facendo  e ti senti immancabilmente leggero. Io credo fortemente in queste iniziative, poichè  non sei solo tu a offrire qualcosa, in quel momento avviene uno scambio, perchè quella stessa persona che riceve il tuo aiuto ti ripaga con un sorriso che ti riscalda il cuore e con un mare di riconoscenza.

Quante volte ci è capitato di passare a Stazione Tiburtina per prendere un autobus, un treno o semplicemente ad aspettare qualcuno che tornava da un viaggio?  Quante volte ci è capitato di vedere normalissima gente seduta a terra a chiedere l’elemosina, o semplicemente sdraiata  in un angolo  avvolta da una coperta sudicia, e aver pensato “Povera gente…” Ma quante volte abbiamo realmente pensato all’idea di poter dare una mano? E’d è lì che bisogna fermarsi realmente a riflettere! Perchè spesso guardiamo senza renderci conto che basta veramente poco per aiutare e migliorare perlomeno queste situazioni di degrado. Non serve che tu sia laureato, ricco, e specializzato in qualche studio, L’AIUTO SEI SEMPLICEMENTE TU.   Tornare da un esperienza come questa ti fa vedere tutto con occhi diversi, dalla cosa più  piccola  alla cosa più grande.

Talvolta può risultare difficile trovare il coraggio di immergersi in una realtà  come questa, ma non bisogna mai avere paura di uscire allo scoperto ma soprattutto di offrire una mano e un sorriso a queste povere persone. Inizialmente anche io ero intimorita da come avrei potuto reagire alla vista di tutta quella gente povera, triste e sola, ma subito dopo aver messo piede lì, tutte le paure e i peniseri sono svaniti nel nulla, perchè quello che contava davvero era l’aiuto che stavo donando in quel momento. “Il silenzio è il grido più forte”, il loro silenzio, i loro occhi tristi che al momento del tuo arrivo si riempiono di speranza, e dai loro stessi occhi riflette la sofferenza.

Con Romaltruista ho scoperto che con poco tempo e insieme a persone fantastiche posso alleviare questa loro sofferenza, regalargli un pasto caldo, un sorriso, un pò di compagnia. Sto continuando a frequentare regolarmente questo progetto ogni mercoledì sera, ed ogni volta che ritorno a casa già non vedo l’ora che sia di nuovo mercoledì, per tornare da loro, che contano su di me, e contano sulle mani di tutte quelle persone che come me sono pronte a donargli qualcosa di puro e semplice….Loro aspettano anche Te!

“Chiara, 23 anni di Roma:  ” Ho scoperto che fare volontariato è un esperienza che ti cambia la vita. Fare volontariato ti rimpie il cuore, rasserena l’anima, e non esiste modo migliore per decidere di voler spendere il proprio tempo se non quello di aiutare qualcuno che ha veramente bisogno di alleggerire il peso di una vita vuota e priva di felicità.”

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